NAZITEDESCHI IN MANICOMIO!

di Gianni Lannes Follia bellica del Terzo Reich: nella città di Rossini, la prima vittima innocente della guerra fu Franco Severini, un bambino di appena 7 anni, colpito a morte mentre era intento a giocare – il 19 ottobre 1943 – dalla fucilata di un militare tedesco nel quartiere Pantano, nelle vicinanze del campo sportivo…

di Gianni Lannes

Follia bellica del Terzo Reich: nella città di Rossini, la prima vittima innocente della guerra fu Franco Severini, un bambino di appena 7 anni, colpito a morte mentre era intento a giocare – il 19 ottobre 1943 – dalla fucilata di un militare tedesco nel quartiere Pantano, nelle vicinanze del campo sportivo “Benelli”. Poco dopo – il 17 novembre 1943 – si consumò la strage degli innocenti: luogo in cui le granate tedesche sparate per diletto caddero tra le abitazioni uccidendo 14 persone, quasi tutti bambini e ragazzi, nell’allora piazzale Spalato.

Un bel giorno in quell’inverno del 1943 il Comando Germanico prese possesso del manicomio di Pesaro. La sorte dei numerosi internati (oltre 400 persone) a tutt’oggi è ignota. “Qui all’Archivio di Stato di Pesaro-Urbino – rivela la direttrice Sara Cambrini – abbiamo le carte fino al 1938. Non escludo che tra quegli esseri umani ci fossero degli ebrei. L’Asur non ci ha mai versato la documentazione e le relative cartelle cliniche. Inoltre non rispondono alla posta elettronica né al telefono”. Chiamo l’azienda sanitaria unica regionale: il telefono squilla a lungo ma rimane muto. Che fine hanno fatto tutti quegli esseri umani? I degenti sono stati sfollati o deportati? Peraltro, in tempi recenti, a seguito dei primi interventi di ristrutturazione del gigantesco manicomio che vide in un tempo nebuloso anche la temporanea presenza del famigerato direttore Cesare Lombroso, sono state ritrovate armi e munizioni targate Berlino.

Luca Fraternali (presidente dell’Anpi Pesaro) puntualizza: “Molti documenti sono ancora presenti all’interno dei ruderi del manicomio, altri sono stati bellamente trafugati”.

Infine nell’estate del 1944 il Sonderkommando Meyer, per ordine di Hitler affondò nel mare di Pesaro, Fano, Gabicce e Cattolica un arsenale di armi chimiche, attualmente giacente sui bassi fondali prospicienti il litorale e l’area marina del parco San Bartolo. Il 4 dicembre 2025 ho interpellato l’ambasciatore di Germania Thomas Bagger (attraverso la capa addetta stampa Elisa Kempe), ma a tutt’oggi il diplomatico tace, alla stregua del silente governino Meloni.

Riferimenti:

Tags:

Lascia un commento