UN NAZISTA IN ITALIA!

di Gianni Lannes Nazisti peggio dei topi di fogna si sono nascosti – ben accolti dall’omertà delle autorità – nel Belpaese (come Mengele in Alto Adige per lungo tempo e poi tranquillamente imbarcatosi a Genova con una carta d’identità italiana per fuggire in Sudamerica) dove meno te l’aspetti. Neppure Internet (invenzione militare del Pentagono risalente…

di Gianni Lannes

Nazisti peggio dei topi di fogna si sono nascosti – ben accolti dall’omertà delle autorità – nel Belpaese (come Mengele in Alto Adige per lungo tempo e poi tranquillamente imbarcatosi a Genova con una carta d’identità italiana per fuggire in Sudamerica) dove meno te l’aspetti.

Neppure Internet (invenzione militare del Pentagono risalente agli anni ’60 del secolo scorso) oggi segnala niente a tal proposito. Eppure il nazitedesco Leopold Mahaler ha vissuto per anni da turista in Italia impunito e indisturbato. Soltanto nel 1993, qualcuno ne ha chiesto conto al ministro dell’Interno. Poco prima che venisse scoperto dal giornalista Franco Giustolisi il cosiddetto “armadio della vergogna” sulle stragi nazifasciste perpetrate in Italia ed insabbiate dalla magistratura tricolore, soprattutto ad opera del procuratore generale militare Enrico Santacroce, esattamente il 27 ottobre 1993 Mancino rispose testualmente:

«Il signor Lavoslav Mahler conduce una vita particolarmente ritirata dedicata, in gran parte, alla stesura di un libro di memorie. Il suo comportamento non ha mai dato adito a rilievi di alcun genere. Del resto, lo stesso Parroco di Grontorto (CR) ha rettificato le dichiarazioni, cui fa riferimento la S.V. onorevole, affermando che il suo pensiero era stato travisato. La frazione di Grontorto, fra l’altro, è un piccolissimo centro il cui territorio è oggetto di adeguate e continuative forme di vigilanza da parte dei Carabinieri della stazione di Soresina. Il Ministro dell’interno: Mancino».

All’epoca quotidiani nazionali e periodici locali diedero comunque notizia della presenza in Italia di Leopold Mahaler. Tale criminale di guerra, da quanto risulta da dichiarazioni dello stesso Mahaler riportate dal periodico locale di Cremona Mondo Padano, è stato: tenente colonnello delle SS, a partire dal 6 novembre 1941 ha fatto parte dell’ufficio investigazioni del Terzo Reich, prendeva ordini direttamente da Hitler e dal maresciallo Goering, ha lavorato molto per Himmler, ha partecipato il 12 settembre 1943 all’operazione nazista che consentì la fuga di Mussolini dal “Gran Sasso”.

Sempre da Mondo Padano si apprende che non sarebbe assolutamente “pentito” del suo operato e dei suoi trascorsi e dichiara testualmente: “Non sono stato sedotto politicamente come un giovane innocente, ho potuto scegliere. Se oggi mi chiedeste “avesse vent’anni lo rifarebbe?” la mia risposta sarebbe “certamente”.

Il suddetto personaggio ha vissuto dal luglio 1992 a Grontorto di Annicco (in provincia di Cremona). E secondo una dichiarazione del parroco, don Livio Tonetti: “la sua presenza suscita un certo interesse da parte degli ex fascisti, ogni tanto in paese arriva qualche “testa rasata” anche da fuori (…) penso che sia giusto stare con gli occhi aperti, il nostro paese è piccolo, fuori mano, può diventare un facile rifugio per certe situazioni, qualche vecchia cascina si trova sempre, non è la prima volta che si sceglie Grontorto per realtà che altrove non durano o non trovano particolare accoglienza”.

Le dichiarazioni e i comportamenti di un simile personaggio hanno offeso profondamente la coscienza civile, democratica del popolo italiano.

In base alle dichiarazioni dello stesso Mahaler si può dedurre un suo ruolo non secondario nella politica razzista, antisemita e di sterminio del nazismo in Italia favorita dal fascismo, in netto contrasto con la Costituzione antifascista e la legislazione italiana.

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