

di Gianni Lannes
Frana tutto: altro che Ponte sullo Stretto imposto da Salvini. Poco o niente di naturale: l’ultimo disastro ambientale era annunciato da almeno tre decenni. E c’entra parecchio l’asservimento dei politicanti nostrani allo zio Sam che ha militarizzato e nuclearizzato il Belpaese.
Bentornati nell’ultimo presidio di pace dell’Italia, l’avamposto più a Sud dello Stivale. Mentre una parte del mondo è in guerra e si contano un centinaio di conflitti sulla Terra, qui c’è una pacifica resistenza civile.
Hawaii, Australia, Virginia e Niscemi, pieno entroterra siciliano, nella provincia che è sempre in fondo alle classifiche per qualità della vita, Caltanissetta. Laggiù si è deciso di installare il Muos radendo al suolo una sughereta in un’area naturalistica protetta sulla carta: un sistema satellitare militare, costituito da antenne e parabole utili a un sistema di comunicazioni ad alta frequenza, che crea una rete di comunicazione segreta in tutto il pianeta, usata a piacimento e senza controllo internazionale dal Pentagono. Sì, perché, di italiano in questa storia non c’è nulla se non il posto che è stato scelto per piazzare il sistema. considerato che dopo anni di lotte pacifiche, il sistema bellico è attivo da quasi 10 anni col beneplacito anche dei cinquestelle al governo col Conte bis: nel 2013 un nutrito bivacco di onorevoli pentastelluti fu invitato in gita premio – dalle autorità a stelle e strisce -nell’insediamento di guerra.
Il Muos (acronimo di Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari militari ad alta frequenza, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti: permette la trasmissione di informazioni, video, dati, a centri di comando e controllo, reparti e mezzi terrestri, unità navali, sottomarini, cacciabombardieri, droni d’attacco, batterie missilistiche e altro ancora.
È un’infrastruttura ad uso esclusivo delle forze armate statunitensi. Inizialmente il potente impianto doveva essere collocato a Sigonella, ma avendo scoperto che le fortissime emissioni elettromagnetiche delle antenne avrebbero potuto avviare la detonazione degli ordigni presenti nella base militare, il Pentagono decise di costruirle nella riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi: ovviamente col favore delle autorità italiane.
L’accordo viene firmato nel 2006 da Arturo Parisi, Ministro della Difesa del Governo Prodi, con una procedura semplificata. In seguito la regione Sicilia rilascia l’autorizzazione per impatto ambientale. Molti cittadini insorgono e nasce il comitato che inizia a protestare, a documentare i crimini ambientali e a tentare di dimostrarne l’illegalità
A monte c’è una palese violazione degli articoli 80 e 87 della Costituzione. Si tratta di una base militare esclusivamente USA: infatti, non è una base NATO, ma una base esclusivamente ad uso delle forze militari statunitensi. Sarebbe stato necessario un passaggio parlamentare. Con un’impianto del genere, l’Italia è coinvolta automaticamente in ogni operazione bellica che gli Stati Uniti stanno conducendo in qualsiasi parte del mondo, senza che il Parlamento italiano possa decidere o meno sull’opportunità di partecipare a quella determinata operazione militare.
Oggi da Niscemi in ogni istante si fa la guerra, in Ucraina come in Palestina e in Africa: il Muos fornisce intelligence, guida i droni e i bombardamenti delle forze Usa e dei loro alleati. Questo ha anche fatto diventare Niscemi e la Sicilia un target. Inoltre, da quando è in funzione non sono stati fatti i monitoraggi sulla salute della popolazione esposta all’elettromagnetismo.
In un mondo in guerra il Muos è solo l’ultima delle “meraviglie” che hanno messo piede a Niscemi. In questo avamposto americano, difatti, dal 1991, accanto alla sughereta ci sono 44 antenne che coprono un immenso territorio dell’entroterra siciliano, un tempo area boschiva.
Poi ci sono coloro che di questo stravolgimento ambientale ne hanno subito le conseguenze, un inquinamento rilevato da due esperti di chiara fama. Il Comitato No Muos si è avvalso della relazione del Politecnico di Torino del 2011. I professori Zucchetti e Coraddu hanno elaborato una relazione dove sostengono che “Alle emissioni del sistema MUOS sono associati rischi di gravi incidenti e di danni per la salute della popolazione e per l’ambiente, che andrebbero attentamente valutati, e che ne impediscono la realizzazione alla distanza di appena qualche Km da aree densamente abitate, come quella della cittadina di Niscemi”.
E non dimentichiamo: l’aver consentito – la Regione Siciliana e lo Stato – alle forze armate USA, di “stuprare” la Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi, a ridosso del centro abitato.
Italia Nostra parla chiaro: “La devastazione determinata dal ciclone Harry non può essere considerata un’emergenza inaspettata: essa è indubbiamente il risultato di decenni di mancato rispetto delle leggi, di totale assenza di programmazione e prevenzione in un contesto in cui i cambiamenti climatici in atto amplificano l’energia dei fenomeni meteomarini. In Sicilia condoni e abusivismo hanno prodotto illusioni e danni. La politica, i governi regionali e nazionali hanno responsabilità gravi. E i conti prima o poi si pagano”.
Il 28 giugno 2025 è stato diffuso il comunicato stampa del Comitato NO MUOS di Niscemi, relativo alla richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Consiglio Comunale in seduta pubblica, alla luce del crescente coinvolgimento del territorio nei conflitti internazionali e dei rischi per la popolazione. Il Comitato NO MUOS ha chiesto un Consiglio Comunale straordinario aperto nella pubblica piazza: “I cittadini devono sapere quali rischi corrono e cosa si sta facendo per proteggerli. La richiesta nasce dalla crescente preoccupazione per l’intensificarsi dello scenario bellico internazionale, aggravato dalla partecipazione attiva, seppur non ufficialmente dichiarata, dell’Italia ai conflitti in Medio Oriente. In questo contesto, la base MUOS e la stazione NRTF (stazione di trasmissione radio navale) di Niscemi, ad uso esclusivo delle forze armate statunitensi e sottratte al controllo del governo italiano, svolgono un ruolo cruciale nel coordinamento delle operazioni militari USA e israeliane. Secondo il Comitato, la città di Niscemi rischia concretamente di diventare un obiettivo militare diretto da parte di attori ostili agli Stati Uniti e ai loro alleati. Per questo, si chiede all’amministrazione comunale di riferire pubblicamente:
quali valutazioni sono state fatte in merito ai rischi attuali;
quali misure precauzionali e di pronto intervento sono state adottate o programmate per la tutela della popolazione. In un momento di grande incertezza e tensione internazionale, il Comitato NO MUOS ritiene fondamentale che le istituzioni locali assumano una posizione trasparente e coinvolgano attivamente la cittadinanza nelle scelte che riguardano la sicurezza collettiva”.
Riferimenti:
https://www.lockheedmartin.com/en-us/products/muos.html
http://www.defenselink.mil/contracts/contract.aspx?contractid=2854

Gianni Lannes, IL GRANDE FRATELLO. STRATEGIE DEL DOMINIO, Draco Edizioni, Modena, 2012.
Gianni Lannes, ITALIA USA E GETTA, Arianna editrice, Bologna, 2014.
Gianni Lannes, L’ITALIA TREMA, Mondo Nuovo Edizioni, Pescara, 2023.
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