ADRIATICO: MARE MINATO!

di Gianni Lannes Il Mare Adriatico (unitamente al Tirreno), è stato ridotto dalle autorità nostrane e da quelle di due Stati alleati (Usa e Germania) in una discarica bellica, non solo dai residuati bellici delle due guerre mondiali, ma anche dallo scarico ininterrotto di ordigni per i giochi di guerra, spacciati per esercitazioni militari. Ecco…

di Gianni Lannes

Il Mare Adriatico (unitamente al Tirreno), è stato ridotto dalle autorità nostrane e da quelle di due Stati alleati (Usa e Germania) in una discarica bellica, non solo dai residuati bellici delle due guerre mondiali, ma anche dallo scarico ininterrotto di ordigni per i giochi di guerra, spacciati per esercitazioni militari.

Ecco l’ammissione ufficiale del governo italiano (Sottosegretario di Stato: Silvia Velo) datata 6 maggio 2015, all’interrogazione parlamentare numero 5-04537 del 21 gennaio 2015:

“In base a uno studio eseguito dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), è nota la presenza di numerosissimi ordigni bellici inesplosi. caricati con aggressivi chimici, distribuiti in svariate aree di fondale marino in Adriatico, la cui esplosione accidentale, potrebbe causare danni diretti agli organismi marini o provocare la fuoriuscita incontrollabile di prodotti petroliferi dai pozzi in via di estinzione. La presenza di tali ordigni, quindi, comporta rischi diversi per tutte le attività ivi svolte. Tuttavia, i rischi più elevati sono connessi alle attività che non prevedono un’indagine preventiva (survey) come avviene per la pesca…”.

Allora, nessun dubbio o ipotesi, ma una gravissima situazione concreta e dimostrata da una miriade di prove. Del resto nel Belpaese non ci facciamo mancare proprio nulla del peggio, almeno dal 1922. Gli Avvisi ai naviganti della Marina Militare anche per l’anno 2026 rincarano la dose, anche se – chi da noi comanda per conto della Nato – nega l’evidenza.

Bombe, siluri, proiettili, mine: in particolare dalla Seconda guerra mondiale ai bombardamenti Nato in Jugoslavia, fino alle esercitazioni militari permanenti dove transitano navi commerciali, traghetti, petroliere, gasiere, barche a vela. Qui gli ignari pescatori rischiano la vita in ogni momento e spesso la perdono com’è avvenuto ai tre marinai a bordo del Rita Evelin di San Benedetto del Tronto (Francesco Annibali, Luigi Luchetti e Ounis Gasmi), il cui relitto giace ancora ad 80 metri di profondità al largo tra Pedaso e Porto San Giorgio, nonostante uno sperpero di denaro pubblico pari a quasi un milione di euro per un mancato recupero.

Insomma l’Adriatico mare è infestato dai lasciti bellici in prevalenza di Washington e Berlino. L’interrogazione parlamentare 4-09713 del 25 novembre 2010, indirizzata al governo Berlusconi, a tutt’oggi non ha mai avuto risposta.

Inspiegabilmente nel marzo 2017 il Consiglio Regionale delle Marche non ha approvato la mozione 175/16 che prevedeva la bonifica marina dai residuati bellici speciali, ovvero caricati con aggressivi chimici che infestano le acque marchigiane (ma non solo).

Una, nessuna e centomila: l’arsenale mussoliniano di armi chimiche (proibite dalla Convenzione di Ginevra del 1925 e messe al bando dal Trattato di Parigi del 1993) nascosto nelle gallerie ferroviarie sotto Urbino è stato affondato dai nazitedeschi nel mare di Pesaro, Fano, Gabicce e Cattolica (come attesta un rapporto del Sonderkommando Mejer), dove ancora giace a pochi metri di profondità. Sempre in loco dimora sott’acqua anche munizionamento esplosivo di varia tipologia, ad appena 15 metri di profondità e a meno di 5 miglia dalla “Palla di Pomodoro”, mentre in prossimità del porto (rotta 030) ci sono un mucchio di bombe all’iprite (modello C500 T: gemelle di quelle usate nei bombardamenti in Etiopia del 1935). Attenzione: gli involucri metallici delle bombe dopo 80 anni hanno esaurito la tenuta.

Sull’argomento il governo Meloni latita, pur essendo stato chiamato in causa il 25 luglio 2025 mediante un’interrogazione parlamentare. Soltanto l’arcivescovo di Pesaro-Urbino – Sandro Salvucci ha pubblicamente preso posizione (“Dobbiamo batterci!”), nonché i consiglieri regionali Micaela Vitri, Marta Ruggieri e Nicolò Pierini.

L’attuale sindaco di Pesaro – Andrea Biancani – che allora aveva un cadreghino in Regione, da più di un anno è silente in materia, pur interpellato più volte, ma addirittura non ha preso posizione per tutelare la salute della popolazione e la salubrità dell’ambiente. Infatti, mi ha testualmente dichiarato al telefono: “Non rilascio dichiarazioni”; infine alla presentazione del 5 dicembre 2025 in municipio si è eclissato. E come lui anche due ambasciatori tedeschi: Hans-Dieter Lucas nel 2024 e Thomas Bagger nel 2025-2026 non si sono pronunciati. E dire che nella capitale della cultura italiana per il 2024 era stata conferita la cittadinanza onoraria al cancelliere Schroder. Il docufilm IL MARE INVISIBILE ha portato alla luce la verità nascosta. Ora, è tempo di bonificare: chi inquina paga.

Riferimenti:

Gianni Lannes, Bombe a…mare, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.

https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/pilastro-logistico/scientifici/idrografico/Pagine/Avvisi.aspx

https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/pilastro-logistico/scientifici/idrografico/Pagine/AggiornamentiPubblicazioni.aspx

Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.

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