RITA EVELIN: STRAGE SENZA GIUSTIZIA!

di Gianni Lannes Ecco il punto esatto nel Mare Adriatico – a largo tra Pedaso e Porto San Giorgio – in cui ad 80 metri di profondità, giace il relitto del Rita Evelin di San Benedetto del Tronto. All’alba del 26 ottobre 2006, morirono i pescatori Francesco Annibali, Ounis Gasmi e Luigi Luchetti. Adesso Tullio…

di Gianni Lannes

Ecco il punto esatto nel Mare Adriatico – a largo tra Pedaso e Porto San Giorgio – in cui ad 80 metri di profondità, giace il relitto del Rita Evelin di San Benedetto del Tronto. All’alba del 26 ottobre 2006, morirono i pescatori Francesco Annibali, Ounis Gasmi e Luigi Luchetti.

Adesso Tullio Di Pietro, già comandante del Luna Nuova di Bisceglie che in quella tragica occasione ha salvato il capobarca ed armatore Nicola Guidi, indicando alla Guardia Costiera il luogo dove è colato a picco, mi ha fornito le coordinate esatte dove giace l’imbarcazione per far emergere la nuda verità.

Il peschereccio, nonostante uno stanziamento pubblico di 1 milione di euro (di cui 779 mila euro elargiti alla Rana Diving di Marina di Ravenna e all’Ilma di Ancona), non è mai stato recuperato, bensì riaffondato poiché avrebbe rivelato l’esatta dinamica dell’azione di guerra alleata in tempo di pace. Una tragica vicenda insabbiata – come quella del Francesco Padre di Molfetta (il 4 novembre 1994 furono uccisi dalla Nato ben 5 pescatori italiani intenti a lavorare nell’Adriatico) – dalle autorità italiane, sulla quale il mio prossimo docufilm (in fase di realizzazione) fa luce.

Attualmente il Tribunale di Ascoli Piceno oppone un incredibile diniego all’accesso del fascicolo giudiziario contenente le videoriprese subacquee – effettuate nel novembre 2006 da Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e Rana Diving – motivato dalla presenza in archivio dell’amianto.

Da decenni i mari che avvolgono l’Italia sono utilizzati per manovre di guerra mascherate da esercitazioni ordinarie. Singolare coincidenza: proprio dinanzi alla fascia costiera che si estende dall’Abruzzo alle Marche, incombe una gigantesca area militare (denominata “T842”), marcata dalla carta nautica numero 1050 dell’Istituto Idrografico di Genova. Inoltre, gli avvisi ai naviganti e i portolani, segnalano attività militari quasi ovunque nelle acque marine del Belpaese.

Riferimenti:

https://www.lameridiana.it/nato-colpito-e-affondato.html

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