
(Pesaro: 3 novembre 2025 – foto Gianni Lannes)
di Gianni Lannes
Nonostante la grave carenza idrica estiva, a Pesaro, in gran segreto almeno 6 pozzi d’acqua pubblici – vicino alla Fox Petroli, ridotta a discarica industriale – sono stati chiusi, ovvero inattivati. Perché? C’è una contaminazione delle falde acquifere sotterranee?

Come mai il sindaco Biancani, l’amministrazione comunale, l’Arpam e Marche Multiservizi tacciono all’unisono e non rilasciano la documentazione richiesta da Legambiente, nonché dai comitati cittadini relativa alla qualità dell’acqua e allo stato di salute urbano, in palese violazione di legge?

Cosa ha provocato l’improvvisa morìa di carpe nel laghetto del parco Miralfiore a ridosso dell’impianto Berloni? L’acqua che sgorga dai rubinetti è davvero potabile? Oppure la concentrazione di veleni è tale che ai piani alti municipali hanno preferito nascondere il peggio sotto il tappeto, aumentando il prezzo dell’oro blu?

Com’è possibile che nel parco Miralfiore ci sia un pozzo idrico ed accanto un’ autoroulotte rottamata in palese stato di degrado?

E come si spiega lo stato di pericoloso abbandono di un altro pozzo d’acqua contrassegnato col numero 20 (denominato “spurgo”, profondo 40 metri, realizzato nel 1982) – la cui imboccatura è nascosta da una sagoma sferica di legno fradicio – all’interno dell’impianto sportivo di atletica leggera, con rischio e pericolo degli ignari giovani atleti?
A Pesaro, quando e da chi è stata inquinata la falda acquifera che scorre sotto la città di Rossini? Un fatto è stato già accertato da Greenpeace: la presenza di micidiali Pfas nelle acque di rubinetto. A proposito: chi controlla i controllori?
Riferimenti:

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