

di Gianni Lannes
Oggi sono state registrate dall’Ingv due intense scosse di terremoto in mare al largo di Pesaro, ad una profondità di appena 8 e 6 chilometri (ipocentro), mentre nei giorni precedenti l’attività di aerosolchemioterapia bellica ha imperversato – come al solito – indisturbata sul Belpaese. Proprio nelle Marche e precisamente nella capitale italiana della cultura per l’anno 2024, il ministero dell’Ambiente ha dato il via libera alla realizzazione di una centrale di liquefazione Gnl (Fox Petroli) in un deposito di idrocarburi ridotto a discarica.
L’Italia è caratterizzata da un territorio strutturalmente fragile, a causa di terremoti, frane, alluvioni ed erosioni costiere; come risulta dal rapporto ISTAT 2021 sul dissesto idrogeologico in Italia, complessivamente il 18,4 per cento (pari a 55.609 chilometri quadrati) del territorio nazionale è classificato a pericolosità frane elevata o molto elevata e a pericolosità idraulica media (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni); complessivamente 7.423 comuni italiani (pari al 93,9 per cento) è a rischio per frane, alluvioni ed erosione costiera; un milione e trecentomila abitanti sono a rischio frane, mentre sei milioni e ottocentomila sono a rischio alluvioni.
Le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio frane e alluvioni sono Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia e Liguria; su un totale di oltre 14,5 milioni di edifici, quelli ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre 565.000 (il 3,9 per cento), quelli ubicati in aree inondabili nello scenario medio sono oltre 1,5 milioni (10,7 per cento).
Viene, inoltre, segnalato un aumento della frequenza degli eventi pluviometrici intensi e, come conseguenza, un aumento della frequenza delle frane superficiali, delle colate detritiche e delle piene rapide e improvvise.
In relazione al rischio sismico, il database “ITACA”, che include dati provenienti anche dalle reti di monitoraggio nazionali dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e del Dipartimento della protezione civile, conta, al mese di maggio 2025, un totale di 43.282 forme d’onda accelerometriche e oltre 2.500 terremoti a partire dal terremoto di Ancona del 1972; i terremoti con magnitudo del momento sismico pari o superiori a 3,5 sono stati 1.951 per un totale di 38.965 forme d’onda.
Il contrasto al dissesto idrogeologico e la prevenzione sismica rappresentano azioni di particolare rilievo per la nazione, in quanto volte alla tutela della vita e della salute della popolazione, dell’ambiente, della cultura, del paesaggio, oltre che dell’assetto economico e sociale italiano, eppure il Governo Meloni incentiva il peggio.
In questi mesi, mentre l’Eni non smantella le vecchie piattaforme off shore si assiste ad una accelerazione dell’iter per la realizzazione da parte dall’azienda Snam Rete Gas di un vecchio progetto, il Metanodotto Sestino-Minerbio. La guerra in Ucraina e le vicende legate ai costi e all’approvvigionamento energetico, hanno probabilmente riproposto e riportato all’attualità questa infrastruttura.
Nella sola provincia di Forlì-Cesena è prevista la realizzazione di un tratto di 46 chilometri e 200 metri, oltre 19 dei quali riguarderanno il solo territorio comunale di Cesena. La rete, che si collega con l’area ravennate, dovrebbe procedere poi anche nella vallata del Savio, verso Mercato Saraceno e oltre; risulta che la Snam ha avviato le procedure di esproprio verso diversi proprietari cesenati;
L’opera costerà ben 2 miliardi e 500 milioni di euro. Il Governo ha già autorizzato due dei tre tratti della linea adriatica e si appresta ad autorizzare il terzo.
in una nota diffusa a livello nazionale, e con un appello al Governo 15 associazioni ambientaliste, «chiedono la cancellazione non solo della linea adriatica, ma anche di tutte le altre infrastrutture energetiche in programma nel settore dei combustibili fossili».
La linea adriatica, altrimenti conosciuta come «metanodotto dei terremoti», è lunga 430 chilometri da Sulmona a Minerbio, attraversa sei Regioni e si snoda lungo le aree più fragili dell’Italia; sono le stesse aree già colpite recentemente dai disastrosi terremoti dell’Aquila nel 2009 e dell’Umbria e delle Marche nel 2016 e 2017.
La forte scossa di terremoto di magnitudo 4,8, verificatasi nell’Appennino tosco-emiliano, è l’ennesima riprova che il mega gasdotto linea adriatica della Snam è incompatibile con territori altamente sismici quali sono quelli dell’Appennino. La realizzazione del metanodotto attraversa infatti territori ad alta sismicità.
Le comunità e le amministrazioni locali non sono state coinvolte, e come ha dichiarato l’assessora all’urbanistica e rigenerazione urbana del comune di Cesena, Cristina Mazzoni, «non siamo coinvolti. Alcune autorizzazioni scadute».
Il metanodotto che sarà realizzato dalla Snam Rete Gas, percorrerà due regioni (Emilia-Romagna e Toscana), cinque province (Arezzo, Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna) e 25 comuni.
Come ricorda in un suo comunicato anche il comitato «No tubo Romagna», la Snam «ha riesumato frettolosamente, forte di una proroga ottenuta in extremis dal Governo (D.L. 1° marzo 2022 n. 17) un progetto vecchio ed obsoleto di quasi vent’anni senza parlare preventivamente con nessuna amministrazione interessata che alle concitate domande dei cittadini, contattati ad personam da Snam, per la costituzione di servitù sulle loro proprietà non sapevano offrire alcuna risposta. L’ultima delibera che riguarda il parere di competenza agli atti del Comune di Cesena risale al 2012 e richiama strumenti ed atti urbanistici non più in vigore»;
Le perplessità avanzate dai vari comitati e associazioni, riguardano tra l’altro la poca trasparenza nelle operazioni di realizzazione dell’opera, che comprendono anche una serie di espropri di terreni necessari alla posa delle condutture, oltre ovviamente ai rischi sismici e all’impatto negativo sull’ambiente.
Bisogna abbandonare l’idea dell’Italia come hub del gas europeo, fermando gli investimenti nelle fonti fossili e nelle relative infrastrutture, che sono in netto contrasto con gli obiettivi di decarbonizzazione. La realizzazione di questo nuovo metanodotto non è per nulla coerente con gli impegni presi alla Cop26 e in sede UE finalizzati a terminare gli investimenti pubblici internazionali nei combustibili fossili entro la fine del 2023.
Arriviamo ai soldoni pubblici. Il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per le aree del cratere del Centro Italia è uno strumento previsto dall’articolo 1, comma 191, legge numero 178 del 2020, destinato a sostenere progetti, investimenti integrativi e complementari rispetto alla ricostruzione materiale degli edifici, per assicurare la ripresa e lo sviluppo dell’economia delle aree colpite dai terremoti del 2016/17.
La delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile 66/2021 ha stanziato, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, per l’annualità 2021, 100 milioni di euro, così ripartiti: Abruzzo 12,76 milioni; Lazio 14,50 milioni; Marche 60,52 milioni; Umbria 12,22 milioni.
Con l’ordinanza commissariale numero 122 del 2021, è stato approvato l’elenco degli interventi di cui agli allegati CIS-Aree Sisma per un importo di euro 59.932.000 a valere sulle risorse disponibili nella contabilità ex articolo 4, comma 3, decreto-legge n. 189 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 229 del 2016.
Gli interventi finanziati ammontano a 159.932.000 euro, di cui 99,13 milioni impegnati per le Marche, il 61,98 per cento; nel Lazio sono così distribuiti: realizzazione area fieristica – comune Cittareale euro 1.000.000; lavori riqualificazione «Ex Ospedale Civile» – comune Rieti euro 3.500.000; riqualificazione area ex Bosi – comune Posta euro 1.000.000; riqualificazione urbana Leonessa euro 1.000.000; Ciclovia Monti Reatini – Valle del Velino U.S.R. euro 3.500.000; riqualificazione Insediamenti Produttivi Accumoli euro 2.000.000; infrastrutture Biodistretto Terra Viva – comuni Amatrice e Posta euro 3.500.000; ristrutturazione piscina termale Antrodoco euro 1.800.000; acquisizione, recupero e trasformazione dell’ex Caserma Corpo forestale – comune Borbona euro 1.000.000; acquisizione e riqualificazione immobili Colle Rinaldo – comune Borgovellino euro 1.100.000; riqualificazione centro storico – comune Cantalice euro 1.000.000; risistemazione tratto strada montana Cinque Confini Fondo/Lago/Porara – comune Castel Sant’Angelo euro 1.000.000; riqualificazione centro storico Cittaducale euro 1.000.000.
Nelle Marche: riqualificazione percorsi media e alta montagna euro 8.000.000; realizzazione polo agroalimentare Valle dell’Aso – comune Montalto delle Marche euro 4.482.000, progetto «Montagne del Piceno» – comune Roccafluvione euro 400.000; completamento percorsi ciclabili e pedonabili borghi Valle del Fiastra – comune San Ginesio euro 9.198.000; riqualificazione Grande Anello Borghi Ascolani (GABA) – comune Ascoli Piceno euro 1.365.000; «Terre Mutate» potenziamento cammino Fabriano-L’Aquila – regione Marche euro 1.420.000; realizzazione RSA – comune Pieve Torina euro 4.630.000; completamento Campus Borgo Lanciano – comune Castelraimondo euro 8.748.000; Ciclovia Abbadia Fiastra-Sarnano unione montana Monti Azzurri euro 2.000.000; centro termale – comune Tolentino euro 2.272.000; riqualificazione Parco Rio – comune Acquasanta euro 1.904.000; realizzazione casa di riposo e residenza protetta – comune Cingoli euro 5.225.000; riqualificazione sistemi sport invernali ed estivi – comune Sarnano euro 29.488.000; «Tre Valli Bikepark» – Realizzazione/ripristino percorsi ciclabili, unione Montana euro 3.676.000; implementazione rete museale «Mete Picene» percorsi ciclopedonali Bacino Imbrifero Montano Fiume Tronto euro 400.000; «Montegiorgio Outdoor – Dal fiume Tenna al Parco degli Alberelli» – euro 2.031.000; valorizzazione comprensorio sciistico Monti Gemelli euro 5.000.000; riqualificazione Bike Park-Crossodromo «Gina Libani Repetti» – comune Esanatoglia euro 1.660.000; realizzazione piscina coperta – comune Comunanza euro 1.880.000; «Acqua 4.0» e realizzazione Museo Capodacqua euro 2.320.000; Progetto mobilità ciclistica Macerata – euro 3.033.000.
Progetti Umbri: riqualificazione abitato Sant’Anatolia di Narco euro 1.500.000; realizzazione bretella collegamento area industriale Santo Chiodo-comune Spoleto euro 2.500.000; riqualificazione paesaggistica/urbana Vallo di Nera euro 1.500.000; rigenerazione campo di calcio, comune Arrone euro 1.500.000; Ciclovia Santa Rita – comune Cascia euro 3.000.000; riqualificazione sentiero «Lungo la via di Francesco» – comune Ferrentillo euro 1.400.000; realizzazione impianto polivalente Parco della Croce – comune Monteleone di Spoleto euro 1.500.000; mobilità sostenibile Castelluccio di Norcia euro 3.720.000; valorizzazione Poggiodomo Vecchia euro 890.000; recupero borgo spopolato di Polino euro 1.390.000; riqualificazione urbana Preci – euro 2.000.000; riqualificazione Parco Valcasana – comune Scheggino euro 1.500.000.
Regione Abruzzo: svincolo A24 Montorio al Vomano ANAS euro 5.027.000; «Living Gran Sasso» – comune Crognaleto, mandatario A.T.S. Unico Gran Sasso euro 3.223.000; valorizzazione dell’area archeologica Teatro Romano – comune Teramo euro 7.750.000.
A tutt’oggi risultano realmente spesi sul totale di euro 159.932.000 soltanto 8,5 milioni pari al 5,33 per cento. L’esercutivo Meloni sta per revocare gli impegni di spesa del CIS per dirottarli su altre priorità del Paese stabilite dalla Nato e da Trump, come guerra e armamenti?
Riferimenti:
https://terremoti.ingv.it/event/44354952
https://terremoti.ingv.it/event/44355032
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