di Gianni Lannes

In nome del mero profitto. Un mondo reso irrespirabile dalla violenza distruttiva del capitalismo, con buona pace in Italia delle tartarughe marine (specie protetta: Caretta caretta). Ecco i fatti documentati. Stefano Bonaccini: il 7 novembre 2022, allora presidente della Regione Emilia-Romagna, in qualità di commissario straordinario di Governo ha firmato il decreto di approvazione del provvedimento autorizzatorio unico (Pau) dell’impianto di rigassificazione al largo di Ravenna, per la realizzazione del quale la società Snam è chiamata a completare le procedure di affidamento.
Il progetto prevede, a circa otto chilometri e mezzo dalle coste di Ravenna, l’ormeggio di una nave di stoccaggio e rigassificazione, la «BW Singapore», acquistata da Snam all’inizio di luglio, con una capacità di rigassificazione continua di circa 5 miliardi di metri cubi, equivalente a circa un sesto della quantità di gas naturale importato dalla Russia prima del conflitto ucraino e uno stoccaggio di 170 mila metri cubi di gas naturale liquefatto (Gnl).
Il 4 aprile 2023 è stata inviata alla regione Emilia-Romagna una petizione sottoscritta da ventuno gruppi, tra comitati, associazioni, organizzazioni sindacali e partiti, per chiedere che la stessa si attivi, affinché venga sospesa l’autorizzazione all’installazione del rigassificatore di Ravenna, fino a quando non sarà chiarita in modo inequivocabile la questione del nulla-osta rilasciato dal Ministero delle imprese e del Made in Italy obbligatorio per legge, subordinato a una condizione che, stando ai promotori della stessa, non sarebbe possibile soddisfare.
La condizione prevedrebbe che tutte le opere siano realizzate in conformità a quanto contenuto nel Progetto «FSRU Ravenna e collegamento alla rete nazionale gasdotti numero REL-PROG-E 00001 di luglio 2022», sebbene il citato documento conterrebbe: una procedura di collaudo tecnicamente impossibile da superare in quanto, oltre a non essere conforme alle norme, sarebbe in contrasto con il fenomeno fisico della dilatazione termica dei materiali, il rischio di esplosione per l’immissione di aria nel flusso del metano e una temperatura del gas troppo bassa per le tubazioni previste.
Sebbene gli errori siano stati segnalati nella fase delle osservazioni, la stessa SNAM avrebbe controdedotto, descrivendo la procedura di collaudo corretta e assicurando che non sarebbe stata immessa aria ma azoto puro e che la temperatura errata era dovuta a un refuso; nonostante ciò, i documenti non sarebbero stati corretti e quindi il nulla-osta risulterebbe subordinato alla realizzazione di un progetto che, oltre che pericoloso per il rischio di esplosioni e rotture, non potrebbe comunque essere messo in esercizio per l’impossibilità di superare la prova di collaudo.
In data il 6 aprile 2023, l’incaricato del Coordinamento ravennate «Per il Clima Fuori dal Fossile di Ravenna», presentava formale «Preavviso di pubblica manifestazione» di protesta contro l’ipotizzato progetto dell’impianto di rigassificazione al largo di Ravenna, che prevede l’ormeggio della nave di stoccaggio e rigassificazione «BW Singapore», con una capacità di rigassificazione di circa 5 miliardi di metri cubi e uno stoccaggio di 170 mila metri cubi di gas naturale liquefatto (Gnl).
La manifestazione di Ravenna seguiva una precedente, svoltasi a Piombino l’11 marzo 2023, con analogo obbiettivo di protesta contro il rigassificatore che, nel frattempo, era giunto nel porto della cittadina toscana.
E ancora. Il progetto di trasferimento del rigassificatore Golar Tundra da Piombino a Vado Ligure è stato proposto dal Governo come parte della strategia nazionale di approvvigionamento energetico per aumentare la capacità di rigassificazione in Italia. Infatti, la nave rigassificatrice Golar Tundra è stata inizialmente installata nel porto di Piombino e la sua ricollocazione a Vado Ligure è stata considerata senza una motivazione emergenziale, considerando che non comporta l’aumento della capacità energetica del Paese.
Le comunità locali di Vado Ligure, Savona e dintorni hanno espresso forte contrarietà al progetto, sollevando preoccupazioni in merito agli impatti ambientali e socio-economici del rigassificatore sul territorio.
L’area di Vado Ligure è già soggetta a criticità ambientali dovute alla presenza di altre servitù industriali e portuali, che hanno generato preoccupazioni di ordine sociale ed ecologico nella popolazione.
Inoltre: la Giunta regionale e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, hanno in diverse occasioni dichiarato pubblicamente la propria contrarietà al trasferimento del rigassificatore, sebbene tali dichiarazioni non fossero state, fino al voto del 7 gennaio 2025, formalizzate in atti ufficiali.
Il Consiglio regionale della Liguria, proprio il 7 gennaio 2025, ha approvato all’unanimità una mozione che respinge il progetto di trasferimento, sottolineando la contrarietà istituzionale e politica di tutte le forze politiche; la mozione approvata impegna il presidente della Regione a formalizzare questa contrarietà nelle sedi opportune e a richiedere al Governo di rispettare la volontà del territorio.
Il trasferimento del rigassificatore non risulta motivato da esigenze di emergenza energetica attuali, come confermato da analisi politiche e tecniche, rendendo la proposta di ricollocazione priva di giustificazione strategica convincente.
Ignorare la chiara volontà del Consiglio regionale della Liguria, delle istituzioni locali e delle comunità coinvolte rischierebbe di compromettere il principio di leale collaborazione tra Governo centrale ed enti territoriali.
La Liguria, e in particolare l’area di Vado Ligure e Savona, ha già contribuito in misura significativa alle infrastrutture energetiche e industriali nazionali, e un ulteriore carico infrastrutturale potrebbe aggravare criticità preesistenti.
Il voto unanime del Consiglio regionale rappresenta un segnale politico inequivocabile che il progetto di trasferimento non ha alcun sostegno sul territorio.
Nel giugno 2023 il presidente della regione Liguria è stato nominato commissario straordinario per la realizzazione di unità galleggianti di rigassificazione con la previsione dell’arrivo della Golar Tundra nella seconda metà del 2026; la nave ha una capacità di stoccaggio pari a circa 170.000 metri cubi e dimensioni pari a circa 292,5 metri di lunghezza e 43,4 metri di larghezza. Sarà necessario costruire il tratto di condotta sottomarina per il trasporto del gas e avrà una lunghezza di 4,2 chilometri. L’impianto è progettato per operare 365 giorni all’anno 24 ore su 24 assicurando una portata annuale di gas naturale di circa 5 miliardi di standard metri cubi.
Le criticità evidenziate riguardano soprattutto il tema della compatibilità di un impianto di questa tipologia con le caratteristiche morfologiche, ambientali, oltre che di sviluppo, di quel territorio e in particolare con l’area marina protetta dell’isola di Bergeggi, istituita nel 2007, con un’estensione di 215 ettari che comprende sia le acque che circondano l’isola, sia il tratto di mare che giunge sino alle coste di Punta Maiolo e di Punta Predani.
La zona si fregia dell’assegnazione di numerose bandiere blu legate alla qualità delle acque, alle caratteristiche dei servizi e del territorio e i comuni stanno compiendo da alcuni anni un percorso di transizione del modello di sviluppo, che connota quelle aree come luoghi di frequentazione turistica proprio in virtù delle caratteristiche di pregio naturalistico di coste e fondali.
A fine marzo 2022 il Settore ecosistemi, della regione Liguria ha inviato una comunicazione al comune di Bergeggi, ente gestore della Zona speciale di conservazione (Zsc) fondali Noli-Bergeggi, proponendo di aumentare la Zsc del 480 per cento della superficie già esistente evitando in questo modo una procedura di infrazione comunitaria e preservando la superficie coralligena e precoralligena.
Il comune di Bergeggi a metà aprile 2022 ha deliberato di accettare la proposta di riperimetrazione della Zsc fatta dalla regione e ha reso esecutiva la delibera inviandola alla regione Liguria per dare seguito alla procedura e comunicare il tutto a Ministero e Commissione europea.
Da verifiche cartografiche effettuate, il posizionamento della nave appare attiguo alla superficie coralligena e all’interno della riperimetrazione della Zsc proposta da regione e fino a oggi non ancora attuata.
Quali sono le valutazioni ministeriali che hanno verificato eventuali interferenze e minacce alla tutela dell’ecosistema dell’area protetta di Bergeggi, anche in considerazione dell’area della Zona speciale di conservazione (Zsc) che hanno permesso di ritenere quel sito idoneo a collocare la nave rigassificatore?
Il progetto in questione è compatibile con le esigenze di tutela della biodiversità dei fondali dell’area marina protetta di Bergeggi? Il tratto marino del progetto, i sistemi di ancoraggio e di collegamento, vanno a inficiare la necessaria esigenza di protezione dell’ecosistema fragile e peculiare dell’area e delle zone circostanti, anche nel caso in cui non dovessero essere all’interno dell’area protetta.
Secondo alcune notizie, riportate anche dalla stampa nazionale (“Ansa”, “Corriere della Sera – Economia”, “Rainews”), esisterebbe l’ipotesi di ricollocare la nave rigassificatrice FSRU Golar Thundra nel porto di Ravenna per circa 22 anni a partire dal 2026, dopo essere stata ormeggiata per 3 anni nel porto di Piombino (Livorno).
Nello specifico, la nave rigassificatrice Golar Thundra sarà collocata e resa operativa nel porto di Piombino entro l’inverno 2023 per la durata di tre anni, così come richiesto e autorizzato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
La durata di vita dell’impianto è stimata in 25 anni di servizio complessivo, ma il presidente Giani ha concesso alla società SNAM, azienda proprietaria della nave, un periodo di tempo che non ecceda i tre anni dalla sua entrata in funzione nel porto di Piombino; si prevede dunque un successivo ricollocamento in altri siti (porti), perché l’interesse della SNAM sarà quello di utilizzare la FSRU Golar Thundra al massimo delle sue potenzialità di impiego e vita produttiva;
Le opzioni valutate dopo Piombino sarebbero il porto di Livorno, nel quale è già presente una nave rigassificatrice posizionata per tre anni a 22 chilometri dalla costa, e il porto di Ravenna, dove vedrà la sua operatività la FSRU Singapore pronta tra il 2023 e il 2024 posizionata ad 8 chilometri dalla costa.
Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Livorno con riferimento all’ipotesi di avere l’ormeggio della FSRU nel proprio porto sono molto critiche: “Noi non abbiamo ricevuto né un’indicazione né un coinvolgimento né una richiesta di valutazione da parte di nessuno sul tema. Noi siamo pronti ad andare a dire che questo territorio ha già una struttura per la rigassificazione. Noi da questo punto di vista abbiamo già dato” (“firenze.repubblica.it”, 8 ottobre 2022).
Perché il governo Meloni non prende atto della decisione unanime del Consiglio regionale della Liguria e delle preoccupazioni espresse dalla popolazione e dagli enti locali sul trasferimento del rigassificatore? E quali sono le valutazioni e gli atti che intenda intraprendere per garantire che le politiche energetiche nazionali non si impongano sulle legittime esigenze e sulle preoccupazioni delle comunità locali, tutelando al contempo il principio di sostenibilità ambientale e sociale?
Non è tutto: c’è pure il terminal Gnl nel Porto Canale di Cagliari. La vicenda oggetto del presente atto riguarda il Porto Canale di Cagliari, nella cui area sorge il Villaggio Pescatori di Giorgino, situato a circa un chilometro e mezzo dal centro storico di Cagliari, a ridosso dello svincolo sulla S.S. 195. In tale area, su una superficie pari a 78.000 metri quadrati, è prevista la realizzazione di un deposito costiero e terminal Gnl che consiste in un impianto di stoccaggio con una capacità di 22 mila metri cubi e un rigassificatore caratterizzato da una struttura in banchina per la connessione e lo scarico del Gnl dalle navi metaniere, un complesso di tubazioni criogeniche per il trasporto del fluido nell’impianto. Con parere numero 3057 del 5 luglio 2019, il Ministero dell’ambiente ha espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale del progetto, proposto originariamente da Isgas Energit Multiutilities S.p.A., ora Sardinia Lng S.r.l.; con decreto del Ministero della transizione ecologica, di concerto con il Ministero della cultura n. prot. 103 del 24 marzo 2021, sul progetto è stato espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale ai sensi dell’articolo 25, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006, subordinato all’ottemperanza di alcune condizioni ambientali.
La localizzazione in quest’area comporterebbe un irreparabile pregiudizio per gli altri utenti del Porto Canale a causa dell’istallazione dei bracci di carico necessari a rifornire le navi gasiere, nonché delle attività di ormeggio e disormeggio delle navi metaniere.
Il comitato di quartiere Villaggio Pescatori ritiene inaccettabile la scelta di ubicare il terminal all’imbocco del Porto Canale Industriale di Cagliari, in quanto troppo a ridosso dello svincolo della S.S. 195 e del Villaggio dei Pescatori.
La realizzazione del terminal è compatibile con le attività del Porto Canale di Cagliari, con la valorizzazione e la tutela dello stagno di Santa Gilla, con la salute e la sicurezza degli abitanti del Villaggio Pescatori e di coloro che percorrono la strada statale litoranea 195 e quale fosse il previsto impatto ambientale derivante dal trasporto su gomma del gas nei comuni della Sardegna?
Va ricordato che ogni nave rigassificatrice è classificata come un “sito a rischio rilevante”; a Ravenna, tra città e porto, si contano già 26 siti a “rischio Seveso”, aggiungerne alla lista altri due appare agli interroganti una scelta sbagliata e da evitare, a maggior ragione se si considera che queste soluzioni non hanno certo una motivazione emergenziale, riguardando una durata venticinquennale. Un periodo così lungo è in netto contrasto con le politiche di transizione energetica del Paese.
In che modo i rigassificatori, che hanno cicli di vita di 25 anni e rispondono a interessi economici di privati, sono coerenti con gli urgenti obiettivi ambientali e di decarbonizzazione del Belpaese?
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