
Chiamare le cose col proprio nome. In un ex Belpaese trasformato in colonia, che non si indigna e non si mobilita più dinanzi al peggio, occorre esercitare il senso critico e usare un linguaggio forte e liberatorio che infrange il politicamente corretto, stroncando ogni rigurgito di fascismo. Ci vuole una narrazione diversa dell’Italia di oggi: della memoria svaporata e delle sue contraddizioni. Bisogna infrangere il brusio di indifferenza e colpire il vacuo blaterare in cui ristagna l’Italia. La libertà non può essere regalata, ma va conquistata.
Gianni Lannes
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