PESARO: PROSSIMA CATASTROFE!

di Gianni Lannes In Italia, dove realizzare un impianto a grave rischio di incidente rilevante? Risposta scontata: a Pesaro (capitale della cultura italiana nel 2024), in un territorio urbano soggetto ad alluvioni e terremoti. Evidentemente non bastavano le 100 mila bombe speciali (iprite e arsenico) affondate dai tedeschi nel 1944, ad un soffio dalla spiaggia.…

di Gianni Lannes

In Italia, dove realizzare un impianto a grave rischio di incidente rilevante? Risposta scontata: a Pesaro (capitale della cultura italiana nel 2024), in un territorio urbano soggetto ad alluvioni e terremoti. Evidentemente non bastavano le 100 mila bombe speciali (iprite e arsenico) affondate dai tedeschi nel 1944, ad un soffio dalla spiaggia.

Roma non chiama Berlino. Il Governo Meloni passivo ed omertoso sulla gravissima situazione marina, non solo non avvia la bonifica del mare soffocato da una gigantesca discarica bellica – nota a livello istituzionale, internazionale e nazionale – ma non chiama in causa il governo della Germania; e non arresta il peggio sul piano del danno ambientale. Infatti, con decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica dell’8 gennaio 2025, di concerto con il Ministero della cultura, è stato espresso giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto inerente «Riqualifica da deposito di stoccaggio prodotto petroliferi liquidi ad impianto di liquefazione gas metano di rete (Gnl)» da realizzarsi nel comune di Pesaro (PU) presentato dalla società Fox Petroli S.p.A.. L’impianto è ubicato alla sinistra idrografica del fiume Foglia, a Sud della località Tombaccia, a circa 40 metri dall’alveo in un’area perimetrata a rischio di esondazione molto elevato (R4) dal Piano assetto idrogeologico Marche, nonché in una zona sismica con rischio di liquefazione del suolo in caso di terremoto; l’impianto esistente rientra tra gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (Rir) classificati di «soglia inferiore» ai sensi del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 (recepimento della direttiva 2012/18/UE «Seveso Ter»), mentre nella configurazione di progetto l’impianto rientrerà tra gli impianti classificati di «soglia superiore».

Il 9 novembre del 2022 due forti scosse di terremoto, la prima di magnitudo 5.5 delle ore 7.07 e la seconda di magnitudo 5.2 delle ore 7.08, hanno colpito il Nord della regione Marche interessando in particolare i territori di Ancona, Fano e Pesaro. Si tratta degli eventi di maggiore intensità verificatisi, dai primi del ‘900, nella specifica area geografica. La sequenza sismica si è poi sviluppata, durante i giorni successivi, attraverso una serie di ulteriori scosse, di cui almeno tre aventi magnitudo superiore a 4 e oltre trenta di magnitudo superiore a 3.

A fine marzo 2023 la Protezione civile quantificava il numero di sfollati in oltre 500 persone mentre, per l’intero territorio colpito, quantificava gli edifici lesionati con vario grado di intensità in oltre 1.000 unità.

In data 11 aprile 2023 il Consiglio dei ministri deliberava il provvedimento di approvazione della dichiarazione dello stato di emergenza. Il 3 maggio 2023, con ordinanza n. 991 del capo del Dipartimento della protezione civile si procedeva alla nomina del presidente della regione Marche quale commissario delegato. Quest’ultimo, a distanza di pochi giorni, affidava al direttore dell’Usr Marche dottor Trovarelli l’incarico di attuatore degli interventi previsti dall’ordinanza di cui sopra;

Ad oggi non sono stati stanziati dal Governo fondi per la ricostruzione delle abitazioni, né gli interventi sugli immobili danneggiati dal sisma in oggetto sono stati ricompresi tra quelli beneficiari della piena operatività del superbonus 110 per cento. Risulta inoltre che molte famiglie non abbiano mai ricevuto il contributo di autonoma sistemazione e che, in generale, il processo di ricostruzione non si sia mai avviato;

In precedenza sempre nel 2022, altri eventi calamitosi che hanno colpito le Marche, che hanno generato un grave dissesto idrogeologico, soprattutto nelle province di Ancona e Pesaro Urbino: centinaia gli sfollati, molteplici i cittadini in lutto per la perdita dei propri cari; ingenti sono i danni all’ambiente, agli edifici, alle abitazioni private, all’agricoltura ed alle imprese, a cui i Comuni non possono far fronte autonomamente.

Esattamente in loco il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e quello della Cultura hanno rilasciato un parere favorevole per la costruzione di un impianto di liquefazione del metano da parte della Fox Petroli nel quartiere Tombaccia di Pesaro, un’area che risulta essere classificata a rischio alluvionale massimo e ad alta sismicità.

L’autorizzazione è stata concessa senza l’esecuzione di studi indipendenti sulla compatibilità del sito con le norme di sicurezza e sanitarie, sollevando serie preoccupazioni tra i cittadini e le forze politiche locali. Eppure diverse organizzazioni e associazioni hanno messo in evidenza i rischi legati alla salute pubblica, alla sicurezza e all’ambiente, soprattutto per il pericolo di emissioni tossiche, il rischio di incidenti e il pericoloso trasporto del gas.

I Ministri Pichetto Fratin e Giuli (sia pure in conflitto di interessi per un suo libretto finanziato dal suo stesso dicastero con 21 mila euro) hanno preso in considerazione i rischi specifici legati alla vicinanza con zone a rischio alluvionale e ad alta sismicità, hanno valutato per caso i rischi sanitari legati alle emissioni tossiche provenienti dal processo di liquefazione del metano, che rilascia particolato fine, biossidi di azoto e altre sostanze cancerogene, con impatti accertati sulla salute pubblica, in particolare su bambini, anziani e persone con patologie respiratorie e cardiovascolari?

Secondo la normativa “Seveso III” (decreto legislativo105 del 2015), l’impianto è stato correttamente ubicato, considerando che impianti del genere devono essere collocati lontano dai centri abitati per prevenire catastrofi legate a esplosioni o dispersione di gas, e se il rischio di incidenti, data la vicinanza dell’impianto a case e scuole (a soli 130 metri)?

Inoltre, sono stati considerati i rischi derivanti dal trasporto del gas, in particolare per quanto riguarda la costruzione di una condotta per il metano e il traffico massiccio di autocisterne, che comporterebbero ulteriori emissioni di anidride carbonica e particolato, oltre a un aumento del rischio di incidenti stradali e fughe di gas? Sono stati presi in considerazione i rischi sanitari derivanti dalle emissioni inquinanti e dalle possibili perdite di gas, in particolare per la popolazione residente nelle vicinanze?

Alla luce delle evidenti criticità – i rischi elevati per la salute dei cittadini e l’ambiente – del progetto inerente «Riqualifica da deposito di stoccaggio prodotto petroliferi liquidi ad impianto di liquefazione gas metano di rete (Gnl)» da realizzare nel comune di Pesaro (Pesaro-Urbino), presentato dalla società Fox Petroli S.p.A., perché ol governo Merloni non ha assunto iniziative di competenza affinché fosse revocato in autotutela il decreto ministeriale dell’8 gennaio 2025 di compatibilità ambientale e venissero disposte verifiche su eventuali omissioni o carenze istruttorie nelle procedure di valutazione del rischio ambientale connesso alla realizzazione dell’impianto?

Peraltro, con verbale numero 8 del 2025 del 29 aprile 2025 il comitato tecnico regionale del dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile della direzione regionale vigili del fuoco Marche (di seguito Ctr) ha determinato il divieto di costruzione per lo stabilimento Fox Petroli S.p.A. Nello stesso verbale, viene espressamente posto in evidenza come: «Per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza e di tutela ambientale dell’impianto nella configurazione attuale si richiede alla regione, alla Ast Pesaro Urbino e al comando dei vigili del fuoco di valutare l’opportunità dell’eventuale attivazione dei controlli di competenza come già indicato in occasione del Ctr del 12 settembre 2024, nonché ad Arpam per quanto di competenza, stante che i serbatoi installati negli anni ’50 sono a fondo singolo e i bacini di contenimento non impermeabilizzati».

A seguito della consultazione pubblica iniziata il 29 marzo 2023 e terminata il 27 giugno 2023, sono pervenute osservazioni e pareri da parte del comune di Pesaro, provincia di Pesaro e Urbino e regione Marche; in particolare la provincia di Pesaro Urbino ha fatto osservare l’assenza di uno studio previsionale di impatto ambientale per il fiume Foglia, recettore dello scarico di acque reflue industriali prodotte dalla nuova attività in progetto, stante la vulnerabilità ambientale del corso d’acqua che attualmente non raggiunge l’obiettivo di qualità ecologica «sufficiente» prevista per il 2027.

L’impianto è ubicato alla sinistra idrografica del fiume Foglia, a Sud della Località Tombaccia, a circa 40 metri dall’alveo in un’area perimetrata a rischio di esondazione molto elevato (R4) dal Piano di assetto idrogeologico Marche.

L’impianto esistente rientra tra gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (Rir) classificati di «soglia inferiore» ai sensi del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 (recepimento della direttiva 2012/18/UE «Seveso Ter»), mentre nella configurazione di progetto l’impianto rientrerà tra gli impianti classificati di «soglia superiore»; il proponente non avrebbe analizzato la presenza di altre attività a rischio di incidente rilevante (Rir) in prossimità dell’impianto.

Nella fase istruttoria della procedura di Via non è stato acquisito il nulla osta di fattibilità (Nof) del (Ctr) in relazione agli effetti derivanti dalla vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità pertinenti e la Commissione tecnica Pnrr-Pniec, a tal proposito, nel parere di compatibilità ha rimandato l’acquisizione del parere nella fase di progettazione esecutiva.

Riferimenti:

https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/ProcedureInCorso

https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/impianto-gnl-scontro-in-comune-89ba903b

https://www.viverepesaro.it/2025/04/07/impianto-pericoloso-in-citt-242-firme-contro-il-progetto-gnl-a-pesaro/54514/

https://www.viverepesaro.it/cerca?q=campagna+stop+gnl

https://www.viverepesaro.it/2025/07/11/campagna-stop-gnl-una-parziale-vittoria-una-battaglia-ancora-aperta/110194/#

Risposte a “PESARO: PROSSIMA CATASTROFE!”

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