di Gianni Lannes
Vi sono almeno 5.421 faldoni giudiziari storici in pessimo stato di conservazione ed a rischio perdita. Si tratta, tra gli altri, dei fascicoli relativi ai processi riguardanti Renato Vallanzasca, Brigate Rosse, Nar e Prima Linea, Scientology, relativi ai processi per mafia denominati «Duomo Connection», «Nord-Sud», «Belgio 2», «Wall Street», «Count Down 2», al processo per la strage di via Palestre, ai processi del filone «Mani pulite», ai processi Eni ed Enimont, e altri fascicoli relativi a processi che hanno segnato la storia del nostro Paese, oltre a documenti prebellici importanti;
L’ex funzionario, in pensione, Umberto Valloreja, il quale, col proprio prezioso lavoro ha rivoluzionato l’archivio generale del tribunale di Milano, ha spinto per la digitalizzazione dei faldoni storici salvando dall’oblio documenti fondamentali come il famoso «documento Bologna», ovverosia la prova del finanziamento di Gelli alla strage di Bologna o come i documenti relativi alla strage di piazza Fontana, all’omicidio Tobagi, ai casi Sindona e Calvi, curando il loro riversamento in Archivio di Stato, pare abbia scritto al Ministro della giustizia Carlo Nordio in data 3 ottobre 2024, per denunciare lo stato di deperimento dei faldoni.
A maggio 2024 è scaduto il protocollo d’intesa promosso dall’Archivio Flamigni e dalla Rete degli archivi per non dimenticare, con i Ministeri della giustizia e della cultura, che dal 2015 finanzia i più importanti progetti di digitalizzazione.
Valloreja sollecita anche l’emanazione di un bando per chi, come lui, in pensione, e custode della memoria storica, potrebbe affiancare volontariamente i nuovi addetti che altrimenti potrebbero avere difficoltà nel destreggiarsi tra la mole di faldoni presenti negli uffici giudiziari.
Nonostante la pubblica denuncia il governo Meloni latita e il ministro Nordio non sente ragioni.
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