EMANUELA ORLANDI: MONSIGNOR PAUL MARCINKUS (IOR, BANDA MAGLIANA, DE PEDIS, CASAROLI, SISDE)

La responsabilità criminale è in Vaticano dal 22 giugno 1983 sotto gli occhi di tutti, ma in Italia non si vuol vedere, e gode della complicità degli apparati italiani di intelligence (Sisde, oggi Aise). La verità è indicibile perché coinvolge entità intoccabili e coinvolgimenti incredibili, relativi anche all’uccisione per avvelenamento (mediante digitalina che non lascia…

La responsabilità criminale è in Vaticano dal 22 giugno 1983 sotto gli occhi di tutti, ma in Italia non si vuol vedere, e gode della complicità degli apparati italiani di intelligence (Sisde, oggi Aise). La verità è indicibile perché coinvolge entità intoccabili e coinvolgimenti incredibili, relativi anche all’uccisione per avvelenamento (mediante digitalina che non lascia tracce e ha provocato l’infarto miocardico acuto) di Papa Luciani avvenuta il 26 agosto 1978, quando il Pontefice Giovanni Paolo I era in procinto di bonificare il Vaticano dagli affari finanziari con la mafia. Riferimenti utili: Ior, banda Magliana, Casaroli e soprattutto l’arcivescovo Paul Marcinkus (alto prelato pieno di vizi, nonché guardia del corpo dei papi Paolo VII e Giovanni Paolo II. Fu pro-presidente dello Stato della Città del Vaticano, presidente dell’Istituto per le Opere di Religione, organizzatore dei viaggi papali. In sostanza: all’epoca il terzo individuo più potente in Vaticano). La morte di Luciani sarebbe stata decisa, appena 33 giorni dopo la sua elezione al pontificato, perché il Papa voleva denunciare frodi azionarie compiute nei sacri palazzi. Questo Papa aveva scoperto che un gruppo di truffatori falsificava per conto del Vaticano le azioni (false e rubate per un miliardo di dollari) di grandi compagnie americane come Ibm, Coca Cola e Sunoco e voleva denunciarli. Marcinkus insieme ai cardinali Tisserant, Casaroli, Benelli ma non solo (Sindona e Calvi), era parte della frode e così fu eliminato l’ex patriarca di Venezia. Un segreto del genere è inossidabile alle intemperie del tempo e al contempo inscalfibile dalle telecomandate indagini giudiziarie del Belpaese. E ciò spiega gli innumerevoli depistaggi e insabbiamenti.

Gianni Lannes

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