
di Gianni Lannes
Sterminio, genocidio, pulizia etnica nel nord di Gaza- ONU: “l’80 per cento delle vittime sono state uccise in casa”. I dati delle Nazioni Unite sui morti dal 7 ottobre 2023 mostrano il volto dell’offensiva israeliana: rendere l’enclave inadatta alla vita. Dei 400mila palestinesi della zona settentrionale ne restano 60mila, senza aiuti. I bambini assassinati sono circa 20 mila.
Sanzioni al governo del macellaio Netanyahu? Assolutamente no. Ritirare l’ambasciatore a Tel Aviv? Neppure a pensarci. L’attuale inquilina neofascista di Palazzo Chigi non condanna il genocidio perpetrato in Palestina. Non vuole inimicarsi Israele o United States of America per continuare a comprare e vendere armi. Infatti, il 14 maggio in Parlamento, Giorgia Meloni ha testualmente dichiarato: “Le spese in armi generano effetti positivi sull’economia”.
Cosa è più terribile? La storia della piccola Hind Rajab uccisa in auto dopo una telefonata alla Mezzaluna rossa e con gli operatori inviati per salvarla? Le frontiere sigillate agli aiuti umanitari? La mattanza di neonati, bimbi e ragazzi. Sono peggio i bambini morti di fame o quelli morti di freddo, oppure quelli dilaniati anche dalle bombe vendute dall’Italia? L’attacco sugli ospedali e le ambulanze o quella a una nave di aiuti umanitari? L’uccisione di un pargolo di appena 12 anni perché non testimoni sui crimini di guerra o l’ininterrotto massacro di medici, poeti, scrittori, insegnanti e giornalisti? Il piano di occupazione e pulizia etnica di Gaza auspicato da Trump e messo in atto da Israele, mentre l’Unione europea si gira dall’altra parte? L’indifferenza generale di gran parte del mondo, Italia politica compresa?
E veniamo a quella “pace disarmata e disarmante” evocata da Leone XIV, che a molti è parsa la terra promessa. Che fare? Per dirla con l’agostiniano Prevost: “Fermate le guerre: basta produzione di armi per sradicare le premesse di ogni conflitto e di ogni distruttiva volontà di conquista”.
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