
PESCATORI: CARNE DA CANNONE NEI MARI D’ITALIA!
di Gianni Lannes
Incidenti? Colpa del mare? Dal 1948: esplosioni, speronamenti e collisioni attorno allo Stivale. Risultato? Omicidi seriali ovvero stragi e poi insabbiamenti istituzionali e muri di gomma. In Italia la scia di sangue degli inermi pescatori è costellata di innumerevoli e spesso sconosciute tragedie con pescherecchi affondati durante azioni militari che hanno provocato la morte dei malcapitati lavoratori. Ecco un telegrafico elenco: Carla (11 dicembre 1948), Malfizia (28 febbraio 1957), Martinsicuro II (28 maggio 1973), Francesco Padre (15 ottobre 1978), Socrate (1980), Ben Hur (25 giugno 1981), Agostino Padre (2 marzo 1982), Prudentia (27 marzo 1982), Angelo Padre (5 aprile 1982), Aurora (19 novembre 1986), Massimo Garau (16 febbraio 1987), Tiziano (24 ottobre 1989), Jachino Sferlazzo (1990), San Cosimo II (12 dicembre 1991), Francesco Padre (4 novembre 1994), Albatros (13 novembre 1995), Alfiere (7 ottobre 2001), Prometeo (4 luglio 2002), Goldrake (29 marzo 2006), Vito Padre (30 maggio 2006), Rita Evelin (26 ottobre 2006), Maria Cristina (17 dicembre 2006), Azimut (11 gennaio 2012), Francesco Gancitano (2014), Nuova Iside (2019).

Alla voce: fantasmi. A proposito di prove e riscontri, emergono almeno due casi documentati di sommergibili e sottomarini che hanno quasi affondato le barche da pesca: Il Buon Federico investito il 20 gennaio 1985 dal sommergibile Fecia di Cossato nel Mar Ligure, mentre il San Pietro di Monopoli in data 22 giugno 2001, al largo di Brindisi, ha rischiato di essere trascinato sul fondo dal sottomarino NR-1 battente bandiera USA.

La guerra calda o fredda, soprattutto nel Mediterraneo non è mai terminata, come attestano i frequenti “incidenti” in cui hanno hanno perso la vita tanti pescatori durante il lavoro nei mari che circondano il Belpaese. L’Italia non solo è stata trasformata dagli alleati statunitensi in una portaerei sempre pronta alle aggressioni di guerra, ma addirittura in un gigantesco poligono con servitù militari permanenti che rendono pericolosa la navigazione e la pesca. Basta leggere il Portolano della Marina Militare per rendersi conto del rischio costante che attenta alla vita umana anche in tempo di pace.
Riferimenti:
Gianni Lannes, Nato colpito e affondato, La Meridiana, Molfetta, 2009.
https://www.lameridiana.it/nato-colpito-e-affondato.html
https://www.peacelink.it/disarmo/a/1314.html
https://ilmanifesto.it/archivio/2001011226
https://conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com/2017/02/tricheco.html
https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/12_Dicembre/06/naufragio.html
https://www.lastampa.it/cronaca/2006/10/26/news/marche-affonda-peschereccio-3-dispersi-1.37146453/
https://www.lastampa.it/cronaca/2006/12/06/news/naufraga-peschereccio-2-morti-1.37141751/
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